SILSE: un Sindacato multietnico

 

Il SILSE porta avanti con forza la convinzione che non ci sia alcuna possibilità di contaminazione tra il movimento sindacale e le centrali terroristiche internazionali.
Intendiamo batterci con grande fermezza contro ogni tentativo di utilizzare il terrorismo per alimentare l’odio raziale, convinti che non sono le religioni i principali nemici della convivenza bensì la volontà di destabilizzare  le democrazie, alimentando sentimenti che non devono appartenere a civiltà progredite .
I lavoratori stranieri sono sempre più presenti nel mercato del lavoro e il SILSE, da sempre tutela la loro rappresentanza.
Siamo e saremo per questo presenti in ogni città dove avvengano gravi episodi di intolleranza raziale, portando avanti modelli di convivenza e di inclusione perché siano salvaguardati i diritti di tutti, senza guardare il colore della pelle, il sesso, la religione, né le credenze politiche.
Abbiamo introdotto nei contratti nazionali di lavoro che abbiamo firmato, cambiamenti a volte rivoluzionari, a volte sicuramente vicini ai bisogni dei lavoratori stranieri e ciò soprattutto con riguardo agli orari di lavoro e ai compensi.    Abbiamo condotto una strenua battaglia contro il lavoro nero e per la formazione delle professionalità dei lavoratori stranieri, per altro essendo stati i primi a pensare a corsi che portassero alla conoscenza della lingua italiana come strumento fondamentale per poter comunicare con gli altri.
Poiché i lavoratori stranieri sono meno pagati - sono quelli inquadrati ai livelli più bassi oltre ad essere, da sempre, quelli più esposti agli infortuni - ciò vuol dire che essi vengono chiamati per coprire una forza di lavoro che è venuta a mancare a partire dalle mansioni meno valorizzate professionalmente e perciò si parla di braccianti sotto pagati, spesso infortunati e, più spesso ancora, morti sul lavoro, semplici braccia sostituibili fin troppo facilmente attraverso il mercato illegale e clandestino.
Abbiamo combattuto fin dai primi anni per dar loro pari diritti sul lavoro e contro l’intolleranza che sempre più spesso varca i confini dell’inciviltà.
Abbiamo condotto le nostre battaglie non solo sul luogo di lavoro ma, sempre più spesso, nei luoghi del potere per affermare il diritto all’istruzione scolastica per i loro figli, all’assistenza sanitaria, al diritto alla casa, tema questo di principale emergenza per quelli che noi chiamiamo i “nuovi cittadini” e che, da sempre, sono uno degli obiettivi principali che raccomandiamo ai Delegati territoriali perché portino avanti  una contrattazione largamente richiesta dai nostri assistiti.
La politica del nostro Paese è platealmente in ritardo rispetto agli altri grandi Paesi europei riguardo a coloro che hanno deciso di vivere e lavorare sul nostro territorio e ciò ha portato a forti riflessi sulla nostra rivoluzione culturale.
Il SILSE non ha mai parlato di integrazione, considerandola un concetto negativo che porta a rinunciare alla propria identità culturale.
Siamo stati i primi, più di venti anni fa, a prevedere il processo di trasformazione multietnico dell’Europa in generale e dell’Italia in particolare e non abbiamo mai considerato tutto ciò come un pericolo dal quale difendersi bensì un’opportunità per stimolare nuovi equilibri sociali, peraltro consoni all’antica storia di civiltà del nostro Paese.
È arrivato perciò il momento di cancellare la legge Bossi-Fini e portare avanti una politica per l’immigrazione che assicuri le libertà civili per tutti gli immigrati. Serve una nuova legge sul diritto di asilo, sul diritto di voto, sul diritto di cittadinanza e perciò è servito, e servirà sempre di più, un sindacato multietnico che affronti i profondi cambiamenti negli assetti economici, sociali e politici dovuti alla presenza di milioni di nuovi cittadini (5,000,000 con permesso di soggiorno e almeno altrettanti tutt’ora clandestini) e non basta quindi un semplice sindacato con un’associazione al suo interno per risolvere problemi cosi importanti.
Da sempre, nel SILSE, i lavoratori stranieri sono stati elemento costitutivo della nostra organizzazione: non solo iscritti, non solo dirigenti, bensì parti integranti dell’organigramma del sindacato.
Il SILSE vuole quindi costruire una società complessa in cui la tolleranza deve valorizzare le differenze culturali tutte altrettanto valide e tutte basate sul rispetto e sulla solidarietà. Con tutto ciò, il SILSE vuole fare finalmente capire quanto provincialismo esiste in una società che ci impedisce di comprendere la vastità e la complessità della globalizzazione che, a sua volta, spesso, non ci fa comprendere quanto sia importante la pace nel mondo e quanto sia positiva, per il progresso della nostra società, una cultura multietnica.

Infine, il SILSE si batte per la cancellazione del debito dei Paesi del cosìddetto terzo mondo, ma anche per l’impignorabilità della prima casa, per un lavoro qualificato, sicuro, equamente  retribuito che porti a una convivenza pacifica di uomini e donne che le ultime ricerche sul DNA di tutti popoli del mondo hanno stabilito essere tutti figli dello stesso padre.

Il Segretario Generale Nazionale

Gabriele Ratini

FWT Homepage Translator

 

 

 

 

NON ILLUDERTI ALEX MAUGER

 

 

 

 

 

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